La leggenda vuole che l’immagine della Madonna della chiesa di Fucinaia sia stata ritrovata in una fucina dismessa, un edificio abbandonato dove nel medioevo si sarebbe lavorato il ferro. La vera storia invece è ancora tutta da scrivere o quasi.
In questa misteriosa vicenda però un elemento di realtà riguarda senza dubbio la grande venerazione che i Campigliesi riservarono all’immagine della Vergine, considerata fin da subito “avvocata” del paese, insieme al santo patrono Fiorenzo.
L’affetto provato dai nostri antenati per quell’icona mariana deriverebbe anche dai miracoli verificatisi nel corso dei secoli per intercessione della Madonna campigliese e, all’epoca, il miracolo più strabiliante era senza dubbio la sopravvivenza.
I Campigliesi pregavano la loro Madonna per cercare protezione dalle calamità naturali, dalle guerre, dalle malattie e da tutti gli altri pericoli.
La protezione dei campi, e quindi del raccolto, dagli scherzi della natura, era una delle grazie più richieste.
La siccità, così come le piogge troppo abbondanti, danneggiando le coltivazioni, soprattutto il grano, mettevano in serio pericolo la vita dei membri della Comunità.
Ovviamente questo non era un problema esclusivo dei Campigliesi, ma di tutto il mondo di allora.
Fu così che, la Chiesa, probabilmente prendendo spunto da analoghi culti pagani, creò delle apposite liturgie «ad petendam pluviam», per invocare l’arrivo della pioggia in caso di siccità, e «ad petendam serenitatem», per chiedere il ritorno del sereno in caso di prolungato maltempo.
La “casa” della Vergine di Fucinaia era il suo oratorio: una chiesina distante un chilometro circa da Campiglia, situata lungo la strada per San Vincenzo.
Quando però, nei casi di cui abbiamo parlato, si rendeva necessario amplificare il volume delle preghiere, il dipinto veniva portato in paese ed esposto per qualche giorno nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo.
Si trattava di un evento eccezionale e, per questo, memorabile. Se poi le preghiere sortivano l’effetto desiderato e la grazia veniva esaudita, la Comunità non badava a spese per eternare il ricordo dell’avvenuto miracolo.
Nella chiesa di Fucinaia c’è una lapide, posta nel 1843, a testimonianza di quando i Campigliesi si rivolsero alla Madre celeste per «implorare la pioggia fecondatrice sulla campagna inaridita e da siccità minacciata».
Quella però non fu l’unica volta che la Comunità ricorse all’aiuto divino per liberarsi dalle calamità naturali.
Per esempio, Nel 1716, i Campigliesi avevano chiesto alla Vergine di Fucinaia di far sparire le cavallette che stavano devastando il raccolto. La sacra immagine della Madonna fu portata in processione nei campi e poi esposta per tre giorni in San Lorenzo. Una volta scampato il pericolo, il 10 luglio si tenne una «solenne e devotissima processione, accompagnata da numeroso popolo, da Campiglia alla miracolosa immagine di Maria sempre Vergine di Fucinaia, dove fu cantata la messa; e poscia il Te Deum in rendimento di grazia della completa vittoria riportata contro questi perfidi, e voracissimi insetti».
Un’altra grazia fu chiesta nella primavera del 1691, quando il prolungarsi della siccità, stava mettendo a dura prova le coltivazioni.
Quella che riportiamo di seguito è la cronaca dettagliata di quei giorni di paura, speranza e devozione, che il cancelliere comunale di allora, Giuseppe Falconi, volle riportare sul registro delle delibere comunali, perché non se ne perdesse il ricordo.
La memoria si intitola «Esposizione della Vergine di Fucinaia per implorare da Dio la pioggia».
«Considerato… essere necessario, stante la gran siccità per la quale si vedevano patentemente patire i grani et i prati, farsi qualche particolar devozione per placare la Divina Giustizia et implorar dalla medesima, in questo luogo, il perdono dai nostri peccati e secondariamente la conseguente pioggia tanto importante nei presenti bisogni, fu resoluto… scriversi a monsignor vescovo di Massa, come seguì per mano del molto reverendo signore don Lorenzo Donati, presentemente vicario foraneo di detto monsignor vescovo e maestro della squola di Campiglia, continenti volesse sua signoria illustrissima concedere e dar facultà di potere scoprirsi la gloriosa e miracolosissima Vergine di Fucinaia, posta fuori di Campiglia e per la strada che va alla Torre a San Vincenzo, e la medesima potersi portare pricissionalmente da detta chiesa di Fucinaia alla chiesa parrocchiale di Campiglia, per tenerla ivi esposta due o tre giorni continui, perché il popolo possa concorrere, con quella maggior devozione e amor di spirito possibile, a pregare questa potentissima Imperatrice del Cielo, acciò ella, scordatasi dei nostri demeriti, si compiaccia intercederci et impetrarci, dal suo unico et amatissimo figlio Giesù, il domandato perdono e tutto quello e quanto si fa d’uopo nelle presenti necessità, sì spirituali che temporali.
Alché fu concorso da detto monsignor vescovo, con sua lettera responsiva diretta a detto signor Donati; che perciò fu proposto per tal funzione quanto appare, cioè:
la sera del dì 30 aprile 1691, giorno di lunedì, a hore 22, si partì la processione dalla detta chiesa di Campiglia, in questo modo: prima la Compagnia della Madonna, con vesti bianche, con loro crocifisso, stendardo e lanternoni; secondariamente quella del Corpus Domini, vestita di turchino, loro crocifisso e lanternoni; terzo il clero, con la croce; quarto i secolari et in ultimo tutte le donne, e così si salmeggiò per tutta la strada e, giunti in tal ordinanza a detta chiesa di Fucinaia, quale era parata di vari panni, fu, doppo recitato varie devozzioni, assente et impedito il signor pievano, dal reverendo domino… Lorenzo Donati detto, scoperto l’immagine della detta gloriosissima Vergine e, chiamato a sé il signor alfiere Marco Stilliziani, gonfaloniere, e mastro Felice Della Nave, rappresentanti la Comunità, li domandò se riconoscievano detta Vergine per quella che altre volte avevano visto in tal chiesa di Fucinaia e, risposto dai medesimi “signor sì”, fu dal detto signor Donati, alla presenza di tutto il popolo e di due testimoni, publicato e rogato il contratto di tal esposizione e translazione, con obligo alla detta Comunità di riportare detta Vergine in detta sua chiesa di Fucinaia d’onde si leva; qual gonfaloniere e rappresentanti, con loro giuramento, promessero il tutto adempire e, doppo intonato l’Avemaristella, fu ingensata detta immagine dal signor Donati e, presa dal medesimo, fu portata alcuni passi fuori di detta chiesa, sotto al baldacchino della Compagnia della Madonna, portato dal signor Capitano di Giustizia, gonfaloniere Luca Cavalcanti e Prete Cola Fazzini… e, doppo, da più persone e così, dai… sacerdoti, fu portato la detta Vergine, a un pezzo per ciascheduno, il tutto con ordine e, con gran quantità di torce, si seguitò per tutta la strada a cantar lodi et inni alla detta gloriosissima Vergine e, giunti alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Campiglia, il signor piovano, col piviale, alla porta di essa, prese la detta Immagine e la portò fino all’altare maggiore, dove restò esposta con alto trono e numero settanta lumi di cera et, ingensata, si cantò le tanie della Madonna con altre precie ad petendam pluviam; et essendo l’ora tarda, fu licenziato il popolo.
La chiesa era tutta parata da vari setini, e panni, e quadri con buon disegno, e quattro lumi per ciascuno dell’altri altari.
A dì primo maggio 1691, vi concorse la Compagnia di Castagneto ad onorar detta Vergine, come sopra esposta, e furon fatte, in tal mattina, sì da’ castellani come da’ forestieri, le loro devozioni sacramentali e, parimente nella medesima mattina, fu dal signor piovano cantato la messa solennemente e parata.
Il giorno si cantò il Vespro, le tanie della Madonna, il Rosario et altre precie ad petendam pluviam e, finalmente, la sera di notte, fu recitato l’uffizio della Madonna.
La mattina del dì 2 maggio detto, si cantò le tanie dei santi, con altre precie ad petendam pluviam e, doppo la messa cantata, e secondariamente, il giorno, il Vespro, le tanie della Madonna, il Rosario et altre precie come sopra.
La mattina del dì 3 maggio 1691, si cantò la messa con altre orazioni e, il giorno, parimente, si cantò il Vespro e, doppo, adunate tutte le Compagnie e popolo, si fece la pricissione per riportare detta gloriosissima Vergine, quale seguì come appresso, cioè: in primo luogo si partì dalla chiesa di Campiglia lo stendardo della Madonna del Carmine, e dietro tutti i ragazzi a coppia; doppo, lo stendardo della Madonna del santissimo Rosario con tutte le fanciulle, donne maritate e vedove tutte, per ordine et a coppia; di poi, la Compagnia della Madonna, tutti scalzi, e susseguentemente la Compagnia del Corpus Domini, con loro crocifissi e lanternoni; doppo, il clero e, dietro, gl’huomini fuori delle dette compagnie, ordinatamente.
La Vergine fu portata, dal signor piovano, sino a fuori di porta e, doppo, dall’altri sacerdoti, ad un poco per ciascheduno.
Il baldacchino fu portato da’ signori Luca Cavalcanti, Prete Cola Fazzini, Paolo Giannelli e Girolamo Retali, quali furno mutati da altri, e per tutta la strada fu salmeggiato, e dalle donne e ragazzi recitato dei Rosari; e così arrivati alla chiesa di Fucinaia e posta detta Vergine per il signor piovano sopra all’altare, fu per il medesimo ordinato si spengesse le torce, per il caldo delle quali non si poteva stare; e doppo si cantò le tanie, con altre precie ad petendam pluviam; di poi, rizzatosi in piedi il signor piovano, e con esortazione fatto fare al popolo un atto di contrizione e chieder misericordia dei peccati, fu per il medesimo dato, con la detta santissima Immagine della gloriosissima Vergine, la benedizione; e così fornito, fu licenziato il popolo; e ritornati apena in Campiglia, cominciò a piovigginare e la notte seguente ne venne in qualche quantità, tutto per l’intercessione e miracolo della miracolosissima Vergine ad laudem Dei».
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