In un articolo dell'epoca scritto da Edoardo Ottavi
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Vi proponiamo un articolo del celebre agronomo e divulgatore scientifico Edoardo Ottavi (1860-1917), uscito nel 1886 su Il Giornale Vinicolo Italiano (Anno XII, n. 31 – 1 agosto, pp. 370-371), nel quale l’autore si complimenta per gli apprezzabili progressi compiuti nella viticoltura e per i pregevoli risultati raggiunti dai produttori vinicoli di Campiglia.

Abbiamo fatto la conoscenza coi vini di Campiglia Marittima. Tre vini ci furono presentati, provenienti dalle cantine dei signori Barzacchini, Capalbi e Gotti.

Quello del Sig. Barzacchini è un bellissimo vino da taglio, sano, ben fabbricato, con bellissima schiuma, atto all’esportazione.

Quello del Sig. Capalbi ha i medesimi meriti del precedente, dal quale si distingue per un sentito profumo di Bordeaux. Cosa che ci ha stupiti, essendo il vino stesso ancora leggermente aspro: ora il profumo che in seguito all’arrotondarsi del vino, alle reazioni che lentamente avvengono tra l’alcool e gli acidi del vino stesso.

Il vino del Sig. Gotti è un magnifico tipo da taglio, spiritoso, sano, molto distinto. Rivela nel proprietario un enologo intelligente e coscienzioso.

Ai tre distinti proprietari facciamo le nostre congratulazioni, e frattanto diamo luogo alle seguenti notizie, che il Sig. Capalbi gentilmente ci favorisce sopra l’importanza vinicola di quella località, a noi sin’ora quasi ignota. è la maremma prosciugata che comincia a dare splendidi risultati.

Ai confini della provincia Pisana, di fronte all’Elba trovasi il paese di Campiglia Marittima, i di cui abitanti oltreché aver atteso con ogni loro mezzo a risanare e render produttivo il loro esteso territorio, ove fino ad epoca lontana nei luoghi di pianura abbondavano le acque stagnanti e i magri pascoli, hanno posto cura speciale a riordinare da vari anni le antiche coltivazioni della vite, e per una vasta estensione del terreno circostante al paese, i vigneti che ogni anno si moltiplicano con attività costante destano l’ammirazione di quanti visitano questi luoghi.

La fertilità fenomenale del suolo ed una benintesa cultura hanno prodotto in media 80 ettol. di vino per ogni ettaro di terreno; resultati questi da incoraggiare talmente gli agricoltori, che oggi, quantunque la proprietà sia molto frazionata, vi sono non pochi proprietari che possono disporre di rilevanti partite di vino.

Le condizioni eccezionalmente favorevoli del clima, il sistema di piantagione (vigna bassa a spalliera con potatura a tre gemme ed a tralcio ricurvo con sei a otto gemme nelle viti robuste), la cura speciale nei viticultori di propagare pochi fra i migliori vitigni conosciuti, in cui predomina costantemente il Sangioveto, producono qualità tali di vino che hanno tutti i migliori caratteri ricercati oggidì in commercio.

Nella recente mostra interprovinciale tenutasi a Pisa quantunque una gran parte dei buoni produttori del luogo non ci concorresse ed ancorché nuovi e affatto impreparati al cimento, i 29 espositori campigliesi si ebbero il più splendido risultato, poiché delle 32 onorificenze assegnate a forma del programma agli espositori di vino delle provincie di Pisa, Lucca e Livorno ne furono conferite a Campiglia: 2 in oro (la terza venne conferita ad un produttore del mandamento di Campiglia) – 1 in argento con diploma d’onore – 5 in argento – 9 in bronzo.

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