Il 2 febbraio 1843, la ventenne Rosa Pez…, bracciante di Campiglia, si presentò in tribunale per denunciare una persona di sua conoscenza, la madre del suo ex fidanzato.
La donna, preoccupata che il figlio fosse stato incastrato dalla ragazza, aveva fatto di tutto per far terminare la relazione tra i due giovani.
Rosa espose così i fatti: «Vittoria, madre di Vincenzo Gia…, si è permessa di ingiuriarmi dicendomi: “se non smetti di amoreggiare col mio figliolo, ti voglio ammazzare!
Sei una figliola d’un ladro fo…o e non voglio che tu conversi con lui in nessun modo”.
Per non esser pregiudicata nel mio onore, tramite Caterina vedova Mazzanti, ho licenziato il giovine Gia…, non sopportando più di sentirmi trattar male in pubblico e sentirmi dire che sono figlia di un ladro, dato che, in ogni luogo ove si trova, la Gia… lo asserisce.
Desidero provvedere al mio interesse e non soltanto all’onore mio e di mio padre.
Domando che la Gia… provi se davvero sono figlia di un ladro, per evitare ogni inconveniente.
Non mi sento più sicura di uscire, a ogni ora, per provvedere ai bisogni miei e della mia famiglia, perché la Gia… dice di volermi ammazzare ad ogni costo.

Chiedo che sia punita, perché non si risparmia di lacerarmi anche nelle pubbliche feste da ballo, come accadde in casa della vedova Caterina Pecchioli dove ero a ballare la sera del primo febbraio.
Annunziata, moglie di Antonio Cantini, dichiarò: «circa un mese fa, ho più volte udito la Gia… dir male della Pez… e dire che è una porc…, che è di razza di ladri e che perciò non vuole che il suo figliolo la frequenti e che la voleva aspettare a sola e picchiarla.
Tutte queste cose la Vittoria le dice dalla passione, perché non vuole che suo figlio faccia all’amore colla Rosa.
La Rosa è una ragazza di garbo, ma la Gian… è una litigaiola e offende sempre».

Rosa Burattelli disse: «circa dieci giorni fa, di sera, essendo alla veglia in casa della Caterina Pecchioli ove si trovavano anche la Pez… e la Gia…, udii la Gia… che, parlando della Pez…, diceva che era una nasona e una gobba, ma non sentii che dicesse cose che intaccassero la sua onestà, e ignoro perché la chiamasse in quel modo».
Maria, moglie di Pellegrino Biagioni, affermò: «una diecina di giorni fa, la Vittoria, avendomi trovata per la strada, mi chiamò e mi disse che la Pez… le aveva mandato a dire che voleva sposare il suo figliolo e che perciò le preparasse cento scudi.
Questa Vittoria era inasprita e disse che la Rosa era una gobba e che il suo figliolo non doveva sposarla».
Vittoria si difese così dalle accuse: «non è vero nulla che io abbia detto certe cose della Pez… e bisogna che me le provi.

L’Annunziata Cantini dice così perché mi vuole male e la Burattelli e la Biagioni sbagliano, perché io non ho mai detto cose ingiuriose contro la Pez…, anzi, è lei che va a dir male dei fatti miei e che dice per tutto il paese che sono una vecchiaccia, una birbona e una put…, come possono confermare Caterina Batti ed Elisa Vanni, le quali hanno udito la Pez… maltrattarmi come ho detto.
Faccio istanza perché il tribunale verifichi questa cosa e gastighi la Pez… come merita».
Elisa Vanni disse: «giorni fa, avendo domandato alla Rosa se fosse vero che sposava il figliolo della Gia…, lei rispose: “per lui, più presto ora che domani, ma per quella vecchiaccia di su’ ma’…” ».
Caterina Mazzoncini dichiarò: «Avendo una volta dato il “mi rallegro” alla Rosa Pez… come futura sposa del figlio della Vittoria, lei mi rispose che per lui non avrebbe avuto difficoltà, ma che per quella vecchia put… della sua mamma non lo voleva».

Il 24 febbraio 1843, Rosa Pez… ritirò la denuncia.
Nel giro di un anno, Rosa e Vincenzo si sposarono, con altre due persone però…
Fonti della ricerca: Archivio di Stato di Livorno, Tribunale di Campiglia, filza 568, cc. 60-65
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Difficile dare ragione all una o all altra… Tanto più quando subentrano terze parti… Ognuna delle due attinge dalle proprie ragioni… La fine poi dice tutto…